Ogni giorno la nostra pelle entra in contatto con acqua, detergenti, tessuti, vento, freddo, sole e numerosi altri fattori esterni. Eppure, nella maggior parte dei casi, riesce a mantenere il proprio equilibrio e a proteggerci dall’ambiente che ci circonda.
Una parte importante di questa capacità dipende dalla barriera cutanea, un sistema di protezione presente nella parte più esterna della pelle. Quando il suo equilibrio viene alterato, la cute può diventare più secca, ruvida, sensibile o soggetta a irritazioni. Comprendere come funziona la barriera cutanea significa quindi capire meglio anche molti dei segnali che la nostra pelle ci invia quotidianamente.
Che cos’è la barriera cutanea?
La barriera cutanea è localizzata principalmente nello strato corneo, la parte più esterna dell’epidermide.
La sua struttura viene spesso spiegata attraverso il modello dei “mattoni e malta”: i corneociti, cellule presenti nello strato corneo, rappresentano i mattoni, mentre i lipidi che li circondano costituiscono una sorta di malta che contribuisce a mantenere compatta e funzionale la struttura.
Tra questi lipidi troviamo componenti importanti come ceramidi, colesterolo e acidi grassi.
Non si tratta quindi semplicemente di uno “strato” che ricopre il corpo, ma di una struttura organizzata che svolge funzioni essenziali per il mantenimento dell’equilibrio cutaneo.
A cosa serve?
La barriera cutanea svolge principalmente una doppia funzione.
Da una parte contribuisce a proteggere la pelle dagli agenti esterni, limitando il contatto degli strati più profondi con sostanze potenzialmente irritanti e altri elementi provenienti dall’ambiente. Dall’altra aiuta a limitare la perdita eccessiva di acqua attraverso la superficie cutanea.
L’acqua presente nella pelle tende infatti naturalmente a disperdersi verso l’ambiente esterno attraverso un processo chiamato perdita d’acqua transepidermica, conosciuto anche con la sigla TEWL (Transepidermal Water Loss).
Una barriera cutanea efficiente contribuisce a controllare questo fenomeno e a mantenere la pelle nelle condizioni necessarie per conservarne morbidezza ed elasticità.
Cosa può compromettere la barriera cutanea?
L’equilibrio della barriera può essere influenzato da numerosi fattori, alcuni dei quali fanno parte della nostra quotidianità.
Tra questi troviamo:
- lavaggi molto frequenti;
- acqua eccessivamente calda;
- detergenti particolarmente sgrassanti;
- freddo e vento;
- esposizione prolungata al sole;
- ambienti molto secchi o riscaldati;
- sfregamenti ripetuti;
- cloro e salsedine.
Anche il cambio di stagione può rappresentare un momento particolare. Il passaggio dal caldo estivo alle temperature progressivamente più basse dell’autunno modifica le condizioni ambientali alle quali la pelle è esposta ogni giorno.
Non significa che questi fattori danneggino automaticamente la barriera cutanea, ma la loro combinazione e ripetizione può influenzarne l’equilibrio, soprattutto nelle pelli già predisposte alla secchezza o alla sensibilità.
Come si presenta una barriera cutanea alterata?
Quando la funzione barriera non è ottimale, la pelle può manifestare diversi segnali.
Può apparire più secca e ruvida, perdere morbidezza, presentare desquamazione oppure dare quella caratteristica sensazione di pelle che “tira”.
In alcuni casi può risultare anche maggiormente reattiva agli stimoli esterni e manifestare più facilmente rossore, prurito o discomfort.
È importante ricordare, però, che questi sintomi possono avere molte cause differenti. Quando sono intensi, persistenti o associati a vere e proprie lesioni cutanee, è opportuno rivolgersi a un professionista sanitario.
Barriera cutanea e film idrolipidico sono la stessa cosa?
I due termini vengono spesso utilizzati insieme, ma non indicano esattamente la stessa cosa.
La barriera cutanea comprende principalmente le strutture dello strato corneo che regolano gli scambi tra la pelle e l’ambiente esterno.
Sulla superficie della cute è presente invece il film idrolipidico, una sottile pellicola composta da una componente acquosa e una componente lipidica. Anche questo film contribuisce alla protezione e al mantenimento dell’equilibrio della superficie cutanea.
Prendersi cura della pelle significa quindi rispettare un sistema complesso, nel quale diverse strutture lavorano insieme.
Come possiamo rispettarla ogni giorno?
Non servono necessariamente routine elaborate.
Alcune abitudini quotidiane possono già contribuire a ridurre gli stress inutili sulla pelle: evitare acqua troppo calda, non prolungare eccessivamente la doccia, utilizzare prodotti adeguati alle proprie esigenze e asciugare la cute senza strofinarla energicamente.
Quando la pelle tende alla secchezza è inoltre importante prestare attenzione alla sua componente lipidica e utilizzare prodotti con funzione emolliente e protettiva adeguati alle proprie caratteristiche.
L’obiettivo non dovrebbe essere quello di “fare il più possibile” sulla pelle, ma di interferire il meno possibile con i suoi naturali meccanismi di protezione.
Quando la pelle ha bisogno di una protezione in più
In alcuni momenti la cute può avere bisogno di maggiore attenzione, soprattutto quando appare secca, arrossata, sensibile o sottoposta frequentemente ad agenti esterni.
All’interno della linea Dermolivo®, Zeta Mousse è formulata come mousse dermoprotettiva con effetto barriera, emolliente e lenitivo. La formulazione contiene 10% di ossido di zinco e pantenolo e presenta un’azione rigenerante e riparativa del film idrolipidico.
La protezione della barriera cutanea, però, non dipende da un singolo prodotto: nasce soprattutto dall’insieme dei gesti che ripetiamo ogni giorno.
Conoscere la propria pelle, osservarne i cambiamenti e rispettarne l’equilibrio è il primo passo per prendersene cura in modo consapevole.





